Prima casa

La prima domanda da porsi nel momento in cui si parla di mutuo sulla prima casa è, ovviamente cosa si intenda per “prima casa” o abitazione principale.

La “prima casa” o abitazione principale è quella in cui il contribuente dimora abitualmente. Dal 2001 tale definizione è stata ampliata nel senso che s’intende per abitazione principale anche quella adibita a dimora abituale del contribuente o di un suo familiare (coniuge, anche separato, ma non divorziato – parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado). La nozione di abitazione principale contiene in sé dunque il concetto di unicità e, pertanto, non si possono avere più abitazioni principali nello stesso momento.

In base alla legge L. 23/12/2000, n. 388 è possibile detrarre gli interessi passivi derivanti da contratti di mutui ipotecari stipulati per l’acquisto di immobili da destinare ad abitazione principale.

Devono però sussistere alcuni requisiti minimi per poter accedere alle agevolazioni fiscali previste per la prima casa, e cioé:

  1. L’abitazione acquistata non deve esser di lusso (non superiore a 160mq netti; altezza soffitto max 3,30m, pavimenti o rivestimenti con materiali pregiati, provvista di piscina o campo da tennis o altra struttura analoga, ecc.)
  2. L’abitazione deve trovarsi nel comune di residenza o prossima residenza (entro 18 mesi)
  3. Nessuno dei due coniugi, in caso di coppia, o il singolo possiede altra abitazione
  4. Non possedere, anche con in comunità dei beni col coniuge e/o per quote, di diritti di proprietà, usufrutto, uso abitazione e nuda proprietà su altra casa

La detrazione dall’Irpef spetta agli acquirenti, anche della sola nuda proprietà, contraenti del mutuo ipotecario. Alla presenza di più intestatari del mutuo, il diritto alla detrazione spetta a ciascuno in proporzione alla propria quota.

La detrazione d’imposta è detraibile nella quota del 19% e spetta solo nell’anno in cui le spese sono state effettivamente pagate, indipendentemente dalla data di scadenza, sia per gli interessi passivi che per le seguenti spese:

  • oneri accessori quali l’onorario del notaio per la stipulazione del contratto di mutuo ipotecario (con esclusione di quello relativo al contratto di acquisto dell’immobile), spese di perizia, spese di istruttoria, imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca,imposta sostitutiva sul capitale prestato, provvigione per scarto rateizzato nei mutui in contanti, penalità per anticipata estinzione del mutuo;
  • quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione;
  • perdite su cambio, per i mutui contratti in valuta estera.
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